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Una frase al giorno...
Il grand'uomo ha due cuori:
l'uno sanguina,l'altro sopporta

-Kahlil Gibran


________________
DISCLAIMER
________________

IL PROVERBIO DEL MESE:

DICEMBRE

"Dicembre gelato

non va disprezzato"

NOVEMBRE

"Novembre va in montangna

e abbacchia la castagna"

OTTOBRE

"Ottobre piovoso,

campo prosperoso."

SETTEMBRE

"Aria settembrina fresco la sera

e fresco la mattina."

AGOSTO

"La prima pioggia di agosto

rinfresca il bosco"

LUGLIO
"Luglio soleggiato, vino a

buon mercato"

GIUGNO

"Giugno la falce in pugno"

MAGGIO

"Chi pota di maggio e zappa di agosto

non raccoglie né pane né mosto"
APRILE
"Aprile carciofaio,maggio cilegiaio"

MARZO

"Chi nel marzo non pota la sua vigna,

perde la vendemmia" 

FEBBRAIO

"Non c'è carnevale senza

luna di Febbraio"

GENNAIO

"Gennaio rigoroso anno felice"

UN FRUTTO AL MESE:

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

 

SETTEMBRE

AGOSTO

LUGLIO

GIUGNO

MAGGIO

APRILE

MARZO

FEBBRAIO

GENNAIO

UN FIORE AL MESE:

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

SETTEMBRE

AGOSTO

LUGLIO

GIUGNO

MAGGIO

APRILE


MARZO

 

FEBBRAIO


GENNAIO

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

SETTEMBRE

AGOSTO

 

LUGLIO

 

 

 

 

 

 

GIUGNO

MAGGIO

APRILE

MARZO

CULTURA
Curiosità: L'evidenziatore
12 luglio 2016

Yukio Horie,presidente fino al 2010,anno della sua morte, della Pentel,azienda giapponese che produce cancelleria,è stato l’inventore degli evidenziatori nel 1962,anche se pare che le prime penne per sottolineare erano presenti già nel 1910.Gli evidenziatori sono prevalentemente gialli perché il giallo è il colore più chiaro e anche se il testo è evidenziato può essere fotocopiato senza che compaia la sottolineatura.

arte
Curiosità: L'artista delle banane
28 aprile 2015

Non è una battuta,Stephan Brusche, conosciuto con il nickname @isteef su Instagram, è un artista olandese 37enne diventato famoso negli ultimi mesi per le sue opere d’arte realizzate con delle banane. “È partito tutto 3 o 4 anni fa” ha dichiarato l’artista, spiegando tra l’altro come sia diventato famoso per gioco “da un’azione spontanea in cui volevo solo qualcosa da postare su Instagram. Dico banana e penso, cosa succede se disegno un volto su di essa? E poi non ho più smesso”.Ad oggi il profilo Instagram dell’artitsa conta più di 16.000 seguaci, i quali ogni giorno attendono una sua trovata realizzata con le banane.Pare che i fruitdoodles siano molto apprezzati dai suoi followers. Ecco qualche sua opera


CULTURA
I simboli della Pasqua: Il Cero
1 aprile 2015

Il cero pasquale è il simbolo di Cristo, la sua accensione avviene all'inizio della solenne Veglia pasquale, e simboleggia la luce di Cristo risorto, ossia rappresenta la nuova vita che ogni fedele riceve da Cristo e che, strappandolo alle tenebre, lo porta nel regno della luce. Il rito prevede che all'inizio della veglia pasquale l'assemblea sia radunata in un luogo illuminato solo dal fuoco. Dopo aver benedetto il fuoco, il sacerdote incide una croce, simbolo di Cristo, sul cero pasquale; poi incide l'alfa e l'omega, prima e ultima lettera dell'alfabeto greco, per indicare che Cristo è il principio e la fine di tutte le cose; infine incide le cifre dell'anno per significare che Gesù, Signore del tempo e della storia ,vive oggi per noi. Dopo l'accensione del cero con il fuoco i fedeli s’accostano al cero per accendere le candele e  una processione lo accompagna all’interno della Chiesa. Questa processione di fedeli simboleggia il nuovo popolo di Dio, che segue Cristo risorto, luce del mondo. Durante i cinquanta giorni del tempo di Pasqua, il cero pasquale viene acceso in tutte le celebrazioni, fino al giorno di Pentecoste. Durante la messa di Pentecoste si spegne il cero pasquale con la stessa solennità con la quale è stato accesso durante la Veglia pasquale.

CULTURA
I simboli del Natale...Le palline
24 dicembre 2014

Sull’uso delle palline per addobbare il Natale si narrano molte leggende, sicuramente la più suggestiva è quella che narra di un artista di strada molto povero, che volendo fare un regalo a Gesù Bambino donò, non avendo null’altro da donare, la sua arte di giocoliere. Gesù rise tanto e per ricordare le risate di Gesù e far sorridere i bambini si addobba l’albero con palline colorate.

La storia più realistica pare sia dovuta al fatto che l’albero di Natale in passato veniva adornato con dei frutti, quali arance, mele rosse, frutta secca.Poi nel tempo si è deciso di sostituire la frutta con le palline di vetro soffiato a causa di un’annata con scarsa produzione di mele, così i maestri vetrai dell’Alsazia e della Lorena iniziarono a produrre palline di vetro soffiato di Boemia dipinte a mano. Le palline assunsero così un significato simbolico, proteggevano la casa dagli spiriti maligni e negli addobbi degli alberi natalizi rappresentavano le esperienze della vita già fatte o il desiderio di compierle.

UN FELICE NATALE

diario_di_borgo

CULTURA
L'origine delle maschere di Carnevale: Farinella
31 gennaio 2014
Farinella è la maschera del carnevale di Putignano, l’origine di questa maschera tipica di uno dei più antichi  carnevale d'Italia, si deve al grafico Domenico Castellano che la ideò negli anni cinquanta. L’abito riportava i colori della citta: il rosso e il blu, il cappello era a tre punte, per ricordare i tre colli su cui è costruita la città ed era rappresentata nel separare un cane e un gatto, per ricordare i dissapori tra i cittadini. Negli anni Farinella ha cambiato aspetto assumendo la figura di un giullare con l’abito a toppe multicolori, sonaglini alle due  punte del cappello, scarpette di stoffa e un collarino di colore azzurro e con un’aria smaliziata. Il nome Farinella si deve all’alimento tipico della città di Putignano, “La Farinella” (a farnedd), è uno sfarinato di ceci e orzo tostati con l'aggiunta di sale. Nella versione originaria, la farinella era costituita di solo orzo. L’origine dello sfarinato è prettamente agreste, era il pranzo consumato da generazioni di contadini durante i duri lavori dei campi e portato appeso alla vita in un sacchetto di tela, u volz.  Inizialmente era mangiato in polvere, semplicemente con acqua olio o sale, o accompagnato da fichi freschi o secchi in ordine alla stagione In casa dei contadini era consumata con il macco di fave, nelle tavole dei signori arrivò con i ricettari dei maestri di cucina del 1700 e la Farinella fu usata al naturale sulla pasta al sugo, sulle verdure ben condite, con le patate lessate o con la frutta di stagione o come dolce miscelandola allo zucchero. 
Oggi il ricordo di questo delizioso alimento è tenuto in vita proprio dalla maschera perché anche nei paesi viciniori a Putignano non è molto conosciuto.La farinella oggi è consuetudine usarla come accompagnamento in particolare nel sugo o con le verdure, o la purea di patate. E’ doveroso ricordare che “Farinella” è anche un brano musicale allegro tipico del periodo di carnevale che il fisarmonicista putignanese M° Benedetto Pipoli ha dedicato alla maschera. 
CULTURA
I Simboli del Capodanno: Uva e Frutta Secca
30 dicembre 2013
Simboli del capodanno ed elementi quindi che non possono mancare la sera del cenone sono l’uva e la frutta secca che come lenticchia sono simbolo di ricchezza e abbondanza. Un proverbio popolare recita “Chi mangia l’uva per Capodanno conta i quattrini tutto l’anno”, così in alcune regioni d’Italia, come in Val d’Aosta o nelle Marche allo scoccare della mezzanotte si usano mangiare dodici acini di uva nera come buon augurio, nelle altre regioni si usa l’uva di qualsiasi colore. Per quanto riguarda la frutta secca in Francia la tradizione vuole che vengano consumate tredici tipologie di frutta secca, mentre in Italia la tradizione è di consumarne sette come ad esempio arachidi, datteri, fichi, mandorle, noci, nocciole e zibibbo…Secondo me anche se  aggiungete  qualche manciata di pistacchi di Bronte arrivate a otto specialità ,non rispettate completamente la tradizione italiana,ma vi deliziate il palato!


 UN FELICE  E SERENO
DIARIO_DI_BORGO

CULTURA
I Simboli di Natale:Il Ceppo
11 dicembre 2013

 L’usanza del ceppo di Natale, ossia l’antica tradizione di far bruciare un grosso tronco nel camino dalla vigilia di Natale fino a Capodanno ha origine dalla frase della Bibbia” dal ceppo nascerà il virgulto” cioè Gesù Cristo, anche se la tradizione prima di divenire cristiana era pagana, infatti, il ceppo si bruciava con l’incomincio del solstizio d’inverno che decretava la nascita del nuovo anno. Il fuoco simboleggiava il sole e la vita, il consumarsi del tronco simboleggiava la fine del vecchio anno con tutti gli eventi negativi che aveva rappresentato. La scelta del ceppo era fatta in modo tale che il legno fosse molto duro e potesse bruciare fino a Capodanno. La modalità di accensione del ceppo e la tipologia di ceppo variano da regione a regione, in Toscana si usava un grosso ceppo di quercia che bruciava tutta la notte della vigilia di Natale, i bambini prima di ricevere i doni recitavano l’Avemaria del Ceppo che recitava:

Ave Maria del Ceppo,
Angelo benedetto!
L'Angelo mi rispose
Ceppo mio bello, portami tante cose!

 ed era riacceso ogni sera fino all'Epifania per scaldare il Bambino Gesù. 
Il ceppo era anche segno di ospitalità cosi ad esempio  a Genova era offerto al Doge nella cerimonia pubblica del “confuoco” dalle genti che abitavano in montagna. Il Doge versava sul ceppo vino e confetti in segno di abbondanza. In Puglia, bruciare il tronco significa eliminare il peccato originale, mentre in Abruzzo si fa bruciare il ceppo con altri dodici ceppi più piccoli che simboleggiano Gesù e gli apostoli ed il vino rappresenta il sangue di Gesù. In altre zone dell’Italia centrale si faceva bruciare un ceppo di ulivo fino ai primi di gennaio e le ceneri venivano sparse sui campi come auspicio di buon raccolto. A Isernia il capofamiglia benedice il tronco con l’acqua santa mentre i familiari gridano "Viva Gesù".

Da questa tradizione deriva anche la tradizione pasticcera di preparare il” Tronco di Natale” col pan di spagna e cioccolato.


CULTURA
Qual è la differenza tra vintage e rétro?
3 novembre 2013
Vintage e rétro possono sembrare sinonimi ma in realtà hanno un significato diverso e ben definito. Vintage deriva dal francese antico vendenge (dalla parola latina vindemia, cioè vendemmia), che a sua volta indica i vini d'annata di pregio. E infatti con l'attributo vintage si indicano oggetti vecchi almeno di 20 anni e diventati nel tempo di culto perché prodotti con materiali di alta qualità (come appunto i vini pregiati) o perché hanno segnato a tal punto il costume e la cultura da essere ancora considerati, dopo decenni, preziosi e inimitabili. Possono essere vintage abiti, accessori, bijoux, mobili, dischi, chitarre, computer, videogiochi; ma anche biciclette, automobili (Fiat 500, Renault 4), motociclette (Vespa, Lambretta) generalmente prodotti tra il 1920 e il 1980.



Con il termine rétro, invece, si rende l'omaggio a una certa epoca con elementi di recente fattura: una sedia, un abito, un accessorio prodotto oggi che rimanda a un certo periodo cult della storia. Ecco perché un oggetto nuovo, anche se ricorda il passato, non verrà mai definito vintage ma rétro.(fonte focus.it)
CULTURA
I simboli della Pasqua: La palma
24 marzo 2013
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La palma racchiude diversi simboli, è considerato simbolo della Dea Nike o Vittoria, pertanto i guerrieri vincitori e l’audacia dei gladiatori romani veniva riconosciuta con una corona fatta di rami di palma. Diana abbracciava una palma perché cresceva ad ogni rinnovarsi della Luna. Per i Romani la palma rappresentava la vittoria e la lunga vita. Per la giustizia era il simbolo dell’uguaglianza perché produceva frutti e foglie di uguale peso, perciò incorruttibile come doveva essere un uomo di legge. Era considerata una pianta bisessuale e per questo si incrociavano i suoi rami per le nozze, ad indicare l’amore coniugale. In Liguria è tutt’ora usanza benedire rami di palma intrecciati per poi donarli .Indica longevità, poiché da frutti anche quando è datata. Nella iconografia cristiana riveste una importanza notevole in quanto  eretto ad  l’albero benedetto da Dio perché Maria aveva trovato ristoro sotto le foglie di  un palmizio nel deserto. E’ messa tra l’alfa e l’omega è considerata il simbolo di Gesù, nelle catacombe se veniva posta accanto all’ orante significava che aveva raggiunto la beatitudine .Molti Santi sono rappresentati con la palma tra questi vanno ricordati oltre la Vergine Maria Assunta, S.Bruno, S.Pietro, S.Filomena,s.Girolamo,ma la solennità della palma è raggiunta nella Domenica delle Palme che si celebra la domenica prima della Pasqua,dove i rami di palma vengono benedetti  per suggellare il ricordo dell’entrata di Gesù a Gerusalemme sul dorso di un asino,mentre la folla lo chiama "Messia e Re d’Israele” acclamandolo  e agitando rami di palma


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12 Il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, 13 prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando:Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore,
il re d'Israele!
14 Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:
15 Non temere, figlia di Sion!Ecco, il tuo re viene,seduto sopra un puledro d'asina.
(Dal Vangelo secondo Giovanni 12-12-15)

CULTURA
I simboli della Pasqua: L'ulivo
18 marzo 2013

Già al tempo dei greci l’ulivo era considerato simbolo di pace, infatti, si narra che Atena dopo aver sconfitto Poseidone, lo donò agli ateniesi in segno di pace. La Bibbia riporta molti racconti dove l’ulivo è eretto a simbolo di pace; la colomba che ritorna  da Noè  dopo il diluvio universale ha nel becco un ramoscello d’olivo. Gesù si reca a pregare la notte del suo arresto nell’ Orto dei Getsemani e i rami  di ulivo erano tra la folla che osannava Gesù quando entra nella città di Gerusalemme pochi giorni prima della sua crocefissione. Per questo motivo oltre a simbolo di pace,l’ulivo nel periodo pasquale ha assunto un significato ancor più pregnante perché ricorda proprio l’ingresso a Gerusalemme di Gesù e celebrato una settimana prima della Pasqua durante la Domenica delle Palme. Ai fedeli durante la messa oltre alle palme vengono distribuiti ramoscelli di ulivo come simbolo di pace e per ricordare l’evento biblico ,il giorno di Pasqua la tradizione vuole che la tavola imbandita sia proprio benedetta con i medesimi ramoscelli di ulivo.


CULTURA
I simboli della Pasqua: Le campane
10 marzo 2013

Le Campane sono il simbolo del suono della vibrazione primordiale e per questo rappresentano l’unione fra cielo e terra, ad esse è riconosciuto il potere di purificare ed esorcizzare e nella religione cristiana ed anche in quella indiana le campane sono addirittura considerate la “Voce di Dio”,pertanto , esse hanno il potere di allontanare gli spiriti  maligni: ricordiamo Sant’Antonio che teneva alla larga i diavoli tentatori del deserto tenendo una campanella attaccata al suo bastone. San Patrizio che non si separava mai dalla sua campana mentre era in Irlanda a predicare il Vangelo e dopo la sua morte fu seppellito con essa. Trecento anni dopo la campana suonò dalla sua tomba e salvò il paese che stava per essere devastato da un incendio. Molte sono le credenze  e le leggende popolari  sulle campane ,nel medioevo si credeva che esse avessero un’anima,che da sole senza l’intervento dell’uomo suonassero per annunziare eventi gioiosi o terribili disgrazie, per questo, prima di essere poste sui campanili o nel luogo a loro destinato, venivano benedette e dedicate ad un santo. La cerimonia era simile ad un battesimo e ogni campana aveva una madrina o un padrino. Ancora oggi su molte campane antiche è possibile leggere delle iscrizioni messe con lo scopo di scongiurare le catastrofi e propiziare i raccolti.
Si credeva addirittura che il suono della campana sarebbe stato più armonioso e argentino se nella fusione del metallo vi si fosse aggiunto il sangue di una vergine. Nella Bibbia vi è la prima testimonianza scritta dell’esistenza delle campane, dove Aronne, il fratello di Mosè che era sommo sacerdote indossava, durante i riti religiosi, un mantello ornato di sonagli d’oro (che richiamano alla mente le nostre campanelle), che gli permettevano nel Santo dei Santi alla presenza di Dio e uscirne incolume. Altro significato delle campane è la fertilità ,come simbolo di riproduzione  e rinascita legati alla stagione primaverile,infatti,campana e batacchio simboleggiano  per via della loro forma, gli organi riproduttivi. 
Già nel 1500 esistevano in Cina le campane, seppur leggermente diverse: esse infatti non suonavano grazie ad un batacchio posto all’ interno, bensì venivano percosse con mazzuoli di legno. In Italia il loro uso religioso si fa risalire all'inizio del quarto secolo d.C. con San Paolino, che allora era vescovo di Nola e proprio nella regione Campania furono fuse le prime campane. Le campane sono a pieno titolo il simbolo della Pasqua, durante la Settimana Santa le campane non suonano,per poi suonare a festa ed annunciare la Pasqua, ossia Resurrezione di Gesù Cristo.







CULTURA
La lettera più usata nel vocabolario italiano
21 febbraio 2013

La lettera più usata nel vocabolario italiano è la vocale « i », la ricerca è di qualche anno fa e si poneva appunto, l'obiettivo di segnare una statistica relativa alla presenza, all'interno del dizionario, delle singole lettere dell' alfabeto: alla loro maggiore o minore frequenza ed è stata effettuata dal “Centro studi Faletti” diretto da Egidio Del Boga e divulgata dal Corriere della Sera.Seguono dopo  la « i » nell' ordine le vocali «a», «o», «e» (la «u» occuperà invece il tredicesimo posto); prima fra le consonanti, quinta nella classifica assoluta, è la consonante «r», seguita dalla «t» e poi a distanza considerevole da «n» e «c», più in là ancora da «s» e «l». In coda troviamo, come è ovvio, le lettere più estranee alla nostra lingua: «j», «w», «x» e «k»; precedute dalla «q», quest'ultima preceduta dalle consonanti «h», «v» e molto in su (circa a metà classifica) la «z».

CULTURA
Origine delle maschere di carnevale:Gianduja
6 febbraio 2013

Giandujaè una maschera popolare della commedia dell’arte torinese, nata alla fine del 1700 dall’estro di due burattinai: Bellone di Oja e Sales Torino. Il suo nome deriva dall’espressione “Gioann dla doja”, ossia Giovanni del boccale, infatti,Gianduja è un intenditore di vino e amante delle osterie. Un’altra ipotesi fa suppore che il nome Gianduja derivi da Gioanin d’Oja, “Oja” frazione di Racconigi città natale di Bellone e sia stato dato da Sales per omaggiare l’amico Bellone. Dal nome Gianduja deriva quello della cioccolata del tipo gianduja e il relativo cioccolatino gianduiotto che veniva distribuito dalla maschera in occasione del carnevale Gianduja ha un carattere allegro e godereccio, ama il buon vino e la buona tavola, dotato di buon senso, incarna il tipico galantuomo torinese. Ha il viso rubicondo e indossa un costume di panno color marrone, orlato di rosso, con un pancione giallo e le calze rosse.


CULTURA
Origine delle maschere di carnevale: Dottor Balanzone
3 febbraio 2013
Il Dottor Balanzone è originario di Bologna. E' una maschera della Commedia dell'Arte che rappresenta, in chiave satirica, il tipo del giurista e cioè "ildottore".E' una maschera legata alla tradizione della scuola giuridica dell'antica università di Bologna. Il dottor Balanzone è il simbolo della persona dotta, bonaria, saccente e presuntuosa, che si lascia andare spesso in verbosi discorsi infarciti di citazioni colte in latino maccheronico.Il nome Balnzone deriva proprio da balanza, bilancia, ,allegoria della giustizia. Balanzone veste sempre di nero,ha una grossa pancia,ha le guance rosse ed è solito gesticolare in modo pacchiano ed eloquente.Indossa una piccola maschera che copre solo le sopracciglia ed il naso,ha due grandi baffi e veste la divisa dei professori dello Studio bolognesi,la toga nera,dove spiccano su di essa i polsini e il colletto bianchi,la giubba il mantello e un gran cappello.Ha un carattere cavilloso, sempre pronto ad aiutare le altre maschere quando hanno bisogno di un suo parere che lui dà  facendo discorsi ampollosi e rimarcando ogni volta i suoi titoli di studio e le sue conoscenze in legge,medicina,filosofia…main realtà i suoi consigli sono sempre inutili e sono più che altro l’occasione per parlare.

CULTURA
Origine delle maschere di carnevale:Brighella
20 gennaio 2013


  Brighella è una maschera popolare  italiana ed è conosciuta non solo in Italia ma anche in Francia,in particolare proviene da Bergamo come Arlecchino ed è compare di quest’ultimo. Brighella è un servo astuto,sulla  scena è spesso in contrasto con Arlecchino nel contrastarsi solitamente precisa che  lui è di Bergamo alta,mentre Arlecchino è di Bergamo bassa. Il suo nome Brighella deriva proprio da briga,proprio perché è pronto a intessere intrighi e brighe,pertanto è sempre in cerca di avventure,suona e sa cantare ed ha un carattere scherzoso,talvolta in teatro gli assegnano un ruolo di servo fedele e altruista. E’vestito di bianco,la giacca e i pantaloni sono decorati di galloni verdi,le scarpe sono di colore nero con pon pon verdi,indossa una maschera nera.


CULTURA
I simboli di Capodanno: le candele
30 dicembre 2012

Le candele sono anch’esse simbolo del Capodanno,sono usate perché un’antica credenza presupponeva che il fumo delle candele sviluppandosi verso l’alto,raggiungesse i cieli ed in particolare gli dei e che questi ultimi rispondessero alle preghiere fatte,pertanto accendere candele durante la notte di Capodanno avrebbe diffuso la luce,oltre a gioia e calore tra i commensali.

Un felice Anno Nuovo

-diario_di_borgo_


CULTURA
I simboli di Natale: la tombola
13 dicembre 2012

Tombola!Sì,anche la tombola è considerata un simbolo del Natale,anche se ha una derivazione pagana,durante i Saturnali,infatti,che precedevano il solstizio e sui quali regnava il dio dell’Età dell’Oro,ossia Saturno,si permetteva il gioco d’azzardo che invece era proibito durante tutto l’anno .Il gioco d’azzardo era strettamente correlato con la funzione rinnovatrice di Saturno che dispensava le sorti agli uomini per il nuovo anno,pertanto la fortuna del giocatore non era dovuta alle sue abilità o al caso,ma proprio al volere del dio Saturno.

CULTURA
I simboli di Natale: i biglietti di auguri
9 dicembre 2012

Anche i biglietti d’augurio di Natale e Buon Anno possono essere annoverati tra i simboli del Natale. Sono una tradizione occidentale nata nell’ottocento,i primi biglietti augurali,infatti,furono stampati e venduti in Inghilterra. Si narra che nel 1843, furono stampati e venduti molto probabilmente da Henry Cole, un antiquario londinese, che  si trovò scritto sul suo diario che nel novembre 1843 un certo Mr. Horsley gli aveva consegnato un disegno che serviva per fare dei biglietti natalizi. Mr. Cole si riferiva ad un disegno raffigurane una famiglia seduta ad una tavola imbandita e sotto la scena si potevano leggere le frasi: “Vestite chi non ha abiti” e “Date da mangiare a chi ha fame”. Cole fece stampare mille biglietti e li mise in vendita. Questa sua iniziativa ebbe molto successo ma trascorsero dieci anni prima che l’idea si diffondesse un po’ ovunque.
Sui bigliettini augurali venivano raffigurate sempre scene di bambini che giocavano sotto l’albero di natale,scene familiari,paesaggi innevati e pettirossi,i pettirossi in particolare richiamavano la divisa dei portalettere inglesi che nell’ottocento era di colore rosso soprattutto da quando iniziò a consegnare biglietti natalizi gli inglesi presero l'abitudine di chiamarlo " Postino pettirosso",proprio per il colore della divisa, ma anche perché il portalettere sostava per qualche minuto sulla soglia delle case, proprio come usa fare il pettirosso saltellando sui davanzali e in prossimità dei giardini.

CULTURA
I simboli di Natale: il ginepro
2 dicembre 2012

Uno dei simboli del Natale è il ginepro. Il ginepro deriva dal nome celtico “juneprus”,che significa acre,tale significato è attribuito molto probabilmente al sapore dei suoi frutti. Il nome botanico è Juniperus communis ed appartiene alla famiglia delle conifere ed è originario dell’Area Mediterranea e del Nord America. In passato veniva bruciato per tenere lontane le pestilenze e gli spiriti malvagi,in particolare fino all’inizi del novecento nelle campagne emiliane si usava bruciare un ramo di ginepro  la sera di Natale, di S.Silvestro e dell’Epifania ,il suo carbone, come quello del ceppo di quercia, veniva poi utilizzato durante l’anno proprio per scacciare la sfortuna e gli spiriti maligni. La sua cenere era invece simbolo di umiltà. Le bacche e le sue foglie erano usate in antichità contro la peste ed il morso dei serpenti. Il francescano Maurizio da Tolone, nel 1500, compose dei profumi utili a disinfettare le navi provenienti da luoghi infetti. Il fatto che potesse curare dal morso dei serpenti fece in modo che la tradizione cristiana lo elevasse a simbolo di purificazione dei peccati,essendo i serpenti emblema del peccato. Una leggenda narra che Maria in fuga da Erode trovò  rifugio proprio tra i rami di ginepro e che la stessa croce di Gesù sarebbe stata fatta col legno di Ginepro.

CULTURA
I simboli della Pasqua: il coniglio
18 marzo 2012

Il coniglio era importante già prima dell’avvento della Pasqua cristiana,era infatti,simbolo della fertilità ,pertanto rappresentava la rinascita,il rifiorire della vita e la primavera. Con l’avvento del cristianesimo il coniglio ha preso il posto della lepre,quest’ultima fu riconosciuta da Sant’Ambrogio come simbolo di resurrezione a causa del pelo che ha la peculiarità di cambiare colore con il mutare delle stagioni ed in particolare della primavera.

In particolare l’usanza di utilizzare coniglietti come simbolo pasquale pare sia nata in Germania già nel XV secolo e successivamente mediante la creazione di dolcetti e biscotti aventi la forma di coniglietti nei primi anni dell’Ottocento. Questa usanza  fu esportata in America dagli immigrati tedeschi e olandesi,si diffuse perciò la tradizione del coniglietto che regala uova ai bambini che erano stati buoni durante l’anno. Col passare del tempo il coniglio è entrato a pieno titolo nella tradizione pasquale rendendolo, nell'immaginario dei bambini simpatico e un po’ birichino,perché si diverte a nascondere le uova colorate nei cespugli del giardino invitandoli alla ricerca come gioco primaverile soprattutto per i più piccini,le uova ovviamente sono nascoste dai genitori,infine tutti grandi e piccini ne gustano le diverse varietà al cioccolato!

CULTURA
Origine delle maschere di carnevale:Colombina
19 febbraio 2012

Colombina è il nome di una maschera veneziana della commedia dell'arte è il personaggio femminile più famoso del Carnevale. Colombina impersona il tipo comico della servetta graziosa,nelle rappresentazioni è spesso oggetto di attenzioni da parte del padrone Pantalone, provocando la gelosia di Arlecchino. Anche Colombina è una maschera molto antica, la sua figura era già menzionata nel 1530 nei testi degli AccademiciIntronati di Siena.
"Colombina" è anche il titolo di una commedia di Virgilio Verucci che è stata pubblicata nel 1628. 

E' seducente, astuta, vivacissima e bugiarda e parla veneziano.  E’ molto affezionata alla sua signora, altrettanto giovane e graziosa, Rosaura, e pur di renderla felice e’ disposta a combinare imbrogli su imbrogli.  Con i padroni vecchi e brontoloni va poco d’ accordo e schiaffeggia senza misericordia chi osa importunarla mancandole di rispetto.  Abitualmente non porta la maschera e indossa una cuffia e unvestito a strisce bianche e blu che spiccano sulla gonna blu e sulle calzerosse.  Ha il grembiule a balze e sul lato è arricchito da un fioccorosa.  Sulla fibbia delle scarpe c’è un fiocchetto azzurro.  E’allegra e sapiente, civetta e furba, maliziosa e pungente, spensierata,chiacchierina.  Prende in giro le persone che le stanno vicino ed è portata a farsi beffe di loro.


 

CULTURA
Origine delle Maschere di Carnevale:Pulcinella
18 febbraio 2012

 Pulcinella è una maschera napoletana della commedia dell’arte,pare sia stata creata  da Silvio Fiorillo da Capu che lo interpretò sul palcoscenico.E’ una delle maschere italiane più popolari, il suo nome pare derivi dal napoletano “polene” (pulce o piccolo pulcino). Pulcinellaha una figura buffa,goffa indossa un camicione bianco con larghi pantaloni bianchi, ha un cinturone nero in vita, il ventre sporgente, scarpette nere, uncappuccio bianco in testa e una grossa maschera al viso che lascia scoperta sola la bocca; ha un naso ricurvo, le rughe sulla fronte e un' espressione alquanto inquietante. Egli è un servo furbo e pigro,impertinente, pazzerello,chiacchierone, ama il dolce far niente escluso il mangiare e il bere. E' spesso oggetto di pesanti bastonate che suscitano ilarità,ha una tonalità di voce stridula e acuta, gesticola in modo eccessivo,mostrando platealmente i momenti di gioia saltellando,cantando e gridando,mettendo in campo tutte le sue energie.

                                                                  

CULTURA
Origini del Carnevale
5 febbraio 2012

"Semel in anno licet insanire": una volta all'annoè lecito impazzire, questo antico detto rappresenta lo spirito del Carnevale,il rovesciamento dell'ordine per un breve periodo, che risale alle tradizionidei saturnalia latini e dei culti dionisiaci con cui si salutava il passaggiodall'inverno alla primavera. La parola stessa, secondo una delle etimologie piùdiffuse, deriva dal latino carnis laxatio, evolutosi nell'italiano antico"Carnasciale", con il significato di "abbandono dellacarne". Caratteristiche delle rappresentazioni simboliche erano lemaschere, che sono rimaste nella storia del Carnevale. La pratica deltravestimento risale al Paleolitico, quando, in occasione dei riti magici, glistregoni si adornavano di piume e sonagli e si coprivano il volto con mascheredipinte dall'aspetto terrificante per scacciare gli spiriti maligni. In etàromana l'uso delle maschere era legato ai Baccanali, le feste in onore diBacco, che animavano le strade, tra fiumi di vino e danze, mentre il passaggiodall'inverno alla primavera veniva celebrato di notte con i festeggiamenti diCerere e Proserpina, che univano giovani e vecchi, nobili e plebei, nellacommemorazione della vicenda della fanciulla rapita da Plutone, che la madre,dea del grano, cerca invano finché, spinto a pietà, Giove concede di farlaritornare sulla terra per sei mesi all'anno. Dalla leggenda del ratto diProserpina deriva il ciclo delle stagioni, festeggiato con processioni per levie alla luce di fiaccole e torce. Al passaggio delle stagioni erano legatianche i Saturnalia, le feste sacre a Saturno, che si celebravano in marzo edicembre per sette giorni, durante i quali gli schiavi diventavano padroni eviceversa, mentre un "Re della Festa", eletto dal popolo, si occupavadei giochi nelle piazze e degli spettacoli dei gladiatori. Il tema delrovesciamento è rimasto nello spirito del Carnevale, periodo in cuiapparentemente tutto era lecito, che consentiva, in realtà, di circoscrivere inun tempo prestabilito e limitato la libertà di abbandonarsi agli eccessi e didare agli umili l'illusione di essere simili ai potenti, un modo peralleggerire le tensioni e mantenere il consenso.(da italica.rai.it)

CULTURA
Origine delle maschere di carnevale:Arlecchino
29 gennaio 2012

L’uso delle maschere di Carnevale ha origini teatrali: la commedia dell’arte ha dato vita a personaggi tipici che sono entrati a fare parte del costume italiano.

Nascono dal teatro buffonesco e popolare delle fiere e più tardi giungono alla tipizzazione universale sottolineando i vizi e i difetti degli uomini.

La prima figura comica, diventata poi personaggio fisso della commedia, 

era lo “zanni”. Originario del bergamasco, rappresentava il contadino povero e ignorante. Con gli anni la figura degli zanni si distinse in due categorie: il servo furbo, o primo zanni, e il servo sciocco, o secondo zanni. Da questo momento nascono maschere come Brighella e Arlecchino entrate a far del costume italiano.

La maschera di Arlecchino ha origine dalla contaminazione di due tradizioni: lo Zanni bergamasco da una parte, e “personaggi diabolici farseschi della tradizione popolare francese”, dall’altra.

La carriera teatrale di Arlecchino nasce a metà del cinquecento con l’attore di origine bergamasca Alberto Naselli noto come Zan Ganassa che porta la commedia dell’arte in Spagna e Francia. Nel ’700 Goldoni lo introdusse nella commedia letteraria.

Il suo abito è a pezze multicolore, maschera nera, parla dialetto pseudo bergamasco, le sue caratteristiche sono:astuzia, coraggio e poltroneria.Ebbe particolare fortuna nel ’700, durante l’800 la sua figura decadde per essere ripresa durante il teatro dei burattini, come protagonista di farse e dicommedia per fanciulli.


CULTURA
I simboli del Capodanno: Giano, il dio Bifronte
30 dicembre 2011
                                                           
                                                                                              
 I Romani dedicavano il 1 ° gennaio al dio romanoGiano. Egli era un Dio con due facce, che guardava avanti e indietro verso gli altri .
Il volto che guarda all'indietro rappresentava l'anno appena passato e il volto che guardava in avanti, rappresentava l'anno che sta per arrivare,pertanto Janus è anche noto come il dio dell'inizio e della fine.
"Giano è colui che plasma e governa ogni cosa e unì circondandole con il cielo l'essenza dell'acqua e della terra, pesante e tendente a scendere in basso, e quella del fuoco e dell'aria, leggera e tendente a sfuggire verso l'alto, e che fu l'immane forza del cielo a tenere legate le due forze contrastanti"

(Marco Valerio Messalla Rufo) 

In giro per il mondo...
Tradizioni culinarie del Capodanno in Messico

Il Messico è un paese molto grande e molto ricco per cui le sue tradizioni sono assai diversificate. Il piatto principale e’ il tacchino al forno ripieno di carne, frutta e noci con purea di patate americane. Si usa anche cucinare il coscio di maiale con salsa di prugne al forno. Altri piatti molti popolari sono gli spaghetti alla panna, l’insalata dolce di mele, ananas,rape e cavolo cappuccio, lombo di maiale oppure “Baccalà alla Vizcaína”. Si prepara una bevanda calda, il“ponche”, che contiene frutti locali come la “guayaba” o il “tejocote”, mela, uva sultanina, canna da zucchero e cannella. Per gli adulti si serve col brandy o col rum. Anche in Messico si mangiano i torroni spagnoli e la frutta secca, masi gustano soprattutto dolci più popolari come i “buñuelos” (delle sfogliatinericoperte di zucchero). Dalla Spagna poi è arrivata la tradizione di mangiare 12 chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte: un chicco per ogni ritocco di campana dell’anno vecchio come simbolo di abbondanza per l’anno nuovo che arriva, oppure per procurarsi i migliori auguri d’anno nuovo. La parte più importante del Capodanno in Messico è sicuramente la festa, dove leit motive e’ il ballo. Per i piccoli si può rompere una “piñata”. E in tanti hanno l’abitudine di uscire di casa con le valige in mano per poter viaggiare tutto l’anno. Altri mettono una moneta regalata alla luce della luna sperando così di procurarsi tanti soldi durante l’anno(fonte rai.it).

 
CULTURA
I simboli del Capodanno...Il colore rosso
29 dicembre 2011

 Il colore rosso è simbolo di vita e prosperità, per tale ragione si usano per Capodanno decorazioni di colore rosso,così come spesso se si portano in dono dei fiori per il Capodanno si scelgono di colore rosso.Alla luce di quanto detto sopra,si può affermare che la tradizione di indossare mutandine,slip e/o boxer,lingerie di colore rosso la notte di Capodanno è legata al fatto che il rosso è un colore di buon auspicio oltre al fatto che si crede che indossare mutande di colore rosso siano propiziatorie per la fertilità maschile e femminile.La tradizione vuole che le mutande rosse devono essere un regalo e che debbano essere buttate il giorno dopo.

In giro per il mondo...

Tradizioni culinarie del Capodanno a Cuba 
A Cuba il Capodanno capita in piena estate. L’ultima sera dell’anno si passainsieme agli amici con cui si banchetta fino all’alba con portate a base diriso, fagioli neri, carne di maiale, “yukka”(che viene cucinata in acqua con diverse erbe aromatiche e condita con succo dilimone, olio e aglio) e verdura fresca. Non ci sono dolci tipici perquest’occasione, ma e’ uso mangiare il “guava”o “guajava” e il torrone. Nelle case non mancano gli alberi addobbati e ipresepi.(fonte rai.it)

CULTURA
I simboli del Capodanno: La Ninfea
28 dicembre 2011


In tutto il mondo ed in particolar modo in Cina la ninfea è considerato il fiore portafortuna,per questo motivo sovente i cinesi lo regalano oppure ornano i giardini e le loro case nel giorno del nuovo anno in modo che porti fortuna e prosperità.

In giro per il mondo....

Tradizioni culinarie del Capodanno in Cina

In Cina il Capodanno tradizionale non corrisponde a quello“occidentale”, ma ormai anche questo grande Paese ha acquisito l’usanza difesteggiare il 31 Dicembre. Una festa popolare, all’insegna del divertimento,da passare con gli amici nei ristoranti e nelle discoteche. Le usanze e letradizioni culinarie sono legate molto di più al Capodanno cinese e varianomolto vista la vastita’ del territorio. Nelle regioni del Nord della Cina simangiano i ravioli, la cui forma assomiglia a quella di piccoli lingotti,augurio di ricchezza; nelle regioni del Sud, invece, un dolce di farina di risocon dentro diverse salse come augurio di “una vita più dolce”.(fonte rai.it)

CULTURA
I simboli del Natale: L'Arancia
19 dicembre 2011

Anche l’arancia entra a pieno titolo a far parte dei simboli del Natale.Sovente si addobba la tavola,il presepe e i dolci natalizi con le arance,essendo i frutti dell’inverno per eccellenza.Il colore dell’arancia fa pensare al sole e al suo splendido calore,pertanto l’arancia rappresenta per il Natale il simbolo della speranza e dello splendore.

CULTURA
I simboli del Natale: La Corona dell'Avvento
11 dicembre 2011

La corona dell’Avvento ha radici germanico-precristiane, si usava nei riti pagani della luce che si celebrano nel mese di Yule(dicembre).Solo intorno al 1500 si diffuse nel rito cristiano,divenendo il simbolo dell’attesa del Natale.

La Corona dell’Avvento si realizza con rami di abete o di alloro disposti in cerchio,aggiungendo su di essi quattro ceri. I rami simboleggiano la speranza e la vita,mentre i quattro ceri rappresentano le quattro settimane(Tempo dell’Avvento) che precedono il Natale,ogni domenica si accende un cero.

Nella tradizione cristiana ogni cero ha un significato:il cero dei profeti,il cero di Betlemme,il cero dei pastori,il cero degli angeli.Al rito dell’accensione è seguito un momento di preghiera che si conclude con un canto dedicato a Maria madre di Gesù.La corona dell’Avvento generalmente si appende al lampadario o viene appoggiatasul tavolo.


CULTURA
I simboli del Natale:Agrifoglio e Pungitopo
3 dicembre 2011
L’agrifoglio(ilex aquifolium) e il pungitopo(viscus aculeatus),sono annoverate tra i simboli del Natale,sono piante entrambe considerate portatrici di fortuna,sono  caratterizzate da foglie dure e spinose,questa caratteristica le eleva a simbolo di forza e prevenzione contro tutti i mali. Sono corredate da splendide bacche rosse,quest'ultime sono simbolo della luce e del buon auspicio,oltre ad assumere il significato di una promessa di abbondanza e fecondità per il nuovo anno che comincia.Secondo la leggenda, le foglie spinose rievocano le spine della corona di Cristo e le bacche il rosso del suo sangue.         
         

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